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CASA. TEMPESTA (PD): “A FAMIGLIE SENZA DIMORA A SS APOSTOLI BALDASSARRE RISPONDE CON POLEMICA POLITICA, TROVI SOLUZIONE PIUTTOSTO”

Venerdì scorso, l’assessora Laura Baldassarre, in un lungo post su Facebook, ha accusato il Partito Democratico di essere responsabile della situazione vergognosa in Piazza SS. Apostoli. Questo, il testo del post dell’Assessora, che dimostra, evidentemente, di avere la memoria corta e la coda di paglia.

Le parole di vari esponenti del PD, sulla situazione in Piazza SS Apostoli, risuonano come uno schiaffo in faccia a tantissime persone che oggi si trovano a fronteggiare un’emergenza, determinata proprio dall’irresponsabilità, anche del PD, delle amministrazioni e dei governi di cui è stato il baricentro. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo i fatti.
Il PD ha voluto ricordare la presenza di 130mila case sfitte. Una denuncia che raccogliamo, che riconosciamo come fondata e che rispediamo con forza al mittente. Il PD era componente preponderante dell’esecutivo Monti che, nel 2012, avviò l’esenzione dall’Imu per le case nuove e invendute. Misura poi confermata e consolidata dai successivi esecutivi. Il risultato è che in Italia, e a Roma, grazie ai Governi sostenuti dal Pd, è più conveniente mantenere sfitta una casa di nuova costruzione o intere palazzine, che metterle a disposizione, dietro compenso dei Comuni, alle persone in stato di bisogno. Il PD ha ragione: la nostra città è piena di immobili sfitti e senza nessuno all’interno. Ma è proprio il Governo sostenuto dal suo partito che potrebbe mettere fine a questo fenomeno.
Occorre poi ricordare che sono andati deserti ben tre bandi promossi dalla Regione Lazio, a guida PD, per l’edilizia residenziale pubblica. L’amministrazione regionale ha quindi stabilito di assegnare a Roma Capitale soltanto una piccola quota di quei fondi. Abbiamo quindi avviato, responsabilmente, un’interlocuzione con la Regione affinché vengano assicurate specifiche risorse per l’assistenza alloggiativa.
Le politiche attuate dagli ultimi esecutivi hanno determinato l’aumento della povertà in tutto il paese. Sono 8.285 le persone che nel primo semestre del 2017 hanno richiesto e ricevuto aiuto da Roma Capitale, di cui 5.647 intercettate dalla Sala Operativa Sociale e 2.913 dall’Ufficio Immigrazione. Il 15% sono minorenni. Alcuni, invece, hanno rifiutato perché il sistema di accoglienza che abbiamo ereditato non permette la presa in carico di un intero nucleo familiare, ma ne prevede la divisione.
Abbiamo allora stanziato apposite risorse per avviare tre procedure: per la prima volta nella storia della città di Roma le famiglie potranno essere prese in carico dalle strutture capitoline senza che siano costrette a dividersi. Mettiamo a disposizione strutture che consentiranno alle persone di recuperare la propria autonomia e di costruirsi un nuovo progetto di vita. Oltre a vitto e alloggio saranno assicurati il segretariato sociale, la consulenza legale, l’assistenza sanitaria, il supporto nella ricerca di un lavoro. Una novità introdotta in un sistema che registra una crisi senza precedenti del privato sociale, fortemente indebolito dagli anni di Mafia Capitale.
Abbiamo tentato ripetutamente, tramite la Sala Operativa Sociale, di garantire un censimento alle persone che si trovano a SS Apostoli. Il censimento rappresenta, infatti, la condizione imprescindibile per accertare con esattezza quanti uomini, donne e bambini si trovano lì e per verificare la situazione peculiare di ogni persona in modo da poter poi garantire loro una proposta alternativa. Purtroppo abbiamo registrato continui rifiuti. Ma non possiamo infrangere la legge e assicurare loro una casa popolare, scavalcando così chi è in graduatoria per l’Edilizia residenziale pubblica anche da 17 anni.
L’impegno dell’amministrazione è garantire lo scorrimento delle graduatorie e recuperare tutti gli immobili occupati da persone che non ne hanno diritto. Il rispetto della legalità è l’unica strada da percorrere per affrontare l’emergenza abitativa e sociale. Lanciamo quindi un appello alle persone in strada: non cedete al richiamo e alle strumentalizzazioni di chi in questa condizione vi ha scaraventato. Un’alternativa esiste. E ai soggetti in campo chiediamo: responsabilità, affinché si eviti ogni genere di speculazione mediatica sulle condizioni di disagio generate dalle forze politiche che ora governano il Paese e la Regione.

 

Ho risposto così all’Assessora Baldassarre:

“Non avevamo dubbi che la colpa fosse del Pd, peccato che da due anni è il M5S a governare la città di Roma. È colpa del Pd se l’indegno sgombero di Via Curtatone ha fatto il giro del mondo sulla stampa internazionale. È colpa del Pd se a SS. Apostoli attendono risposte famiglie accampate in tenda da mesi in condizioni drammatiche”. 

“È colpa del Pd – continua Tempesta –  se a Roma l’attuale giunta emana bandi, pensando di costruire nuovi progetti di vita per sole 100 persone utilizzando container, senza neanche i bagni. È colpa del Pd perfino se l’Unicef, l’ente con il quale la stessa assessora Baldassarre ha lavorato, ha preso posizione contro le politiche scellerate di questa città. È sempre colpa del Pd. Il M5S non si assume mai nessuna responsabilità, ma anzi prepara altri sgomberi, elencando numeri di persone prese in carico dai servizi che sono inferiori a quanto Roma ha sempre sostenuto. Forse la Baldassarre ignora che la Regione Lazio ha approvato una delibera da 40 milioni di euro con uno schema di convenzione allegato, mentre il Comune di Roma non ha emanato nessun atto per recepirla. D’altronde non possiamo biasimarla se non conosce queste cose, visto che siamo in materia di politiche abitative e non di politiche sociali, ma per lo meno si parlassero i due assessorati. Così come non ci stupisce il fatto che risponda con un attacco politico a chi chiede semplicemente che delle famiglie e dei minori possano vedere rispettato il loro diritto alla casa, invece che essere costretti a dormire al freddo in una tenda. Consigliamo all’assessora – conclude Tempesta – di non reagire in maniera scomposta. Si calmi e ragioni su soluzione degne di una Capitale, dei post su facebook e dei comunicati stampa ne abbiamo piene le tasche. Cosa pensate di fare?”