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“La gatta sul tetto che scotta”, a Natale il remake di Virginia Raggi – “Raggi X” per GaiaItalia.com

Ne sono successe davvero di tutti i colori in Campidoglio negli ultimi tempi. Dal complotto dei frigoriferi siamo passati agli “spazzatour”, che poco hanno spazzato via se non la stessa assessora all’ambiente Paola Muraro, che, poverina, non ha potuto usufruire del recente indulto di Grillo.

Ma i pasticci, i giochi di palazzo, il braccio di ferro tra le varie fazioni del Movimento che hanno visto vincere ancora una volta Grillo e Casaleggio sono proseguiti. Il risultato? L’ennesimo rimpasto di giunta con l’allontanamento del cosiddetto “raggio magico” dal Campidoglio.

Tutto ciò condito dall’eclatante arresto di Raffaele Marra, fedelissimo braccio destro di Virginia Raggi, relegato in quegli attimi così concitati dalla stessa Sindaca ad essere “uno dei 23.000 dipendenti del Comune di Roma”, rinnegando così le azioni degli ultimi mesi, comprese chat e mail su cui ora sta indagando la Procura di Roma, e denigrando senza motivo i dipendenti di Roma Capitale che poco hanno a che fare con queste oscure figure.

Fino ad arrivare all’ultimo complotto, quello più bello: la storia delle cimici e delle riunioni sui tetti.
Ricordiamo tutti le foto apparse mesi fa di Virginia Raggi sui tetti del Campidoglio in compagnia di Salvatore Romeo, suo ex capo della segreteria politica. Io che ho avuto la fortuna di frequentare le stanze di Palazzo Senatorio sono rimasta interdetta quando li vidi sul tetto, e ancor più dopo aver letto i motivi: “La vista è bellissima e l’ora d’aria non si nega a nessuno”.

Anche in quella occasione il web ci scherzó su, ma la cosa passo in cavalleria nel giro di qualche ora . E invece, ora scopriamo che la vista non c’entrava nulla, come nemmeno la boccata d’aria. Salivano sui tetti per fare riunioni ed evitare le cimici. A detta di Salvatore Romeo, di queste cimici tutti erano a conoscenza dal secondo giorno in cui Raggi è entrata in Campidoglio. Tutti tranne la Procura di Roma, che ha smentito categoricamente qualsiasi intercettazione o indagine di questo tipo nelle stanze del Campidoglio.

Se non ci fosse da ridere per l’ennesima tragicommedia, le lacrime anche questa volta si sprecherebbero. Anche le reazioni dei “Quattro amici al bar” (titolo a dir poco azzeccato della chat di WhatsApp in cui i 4 “fenomeni” erano soliti scambiarsi informazioni) suscitano ilarità: la Raggi non ne sa niente e addirittura auspica che qualcuno la intercetti, Romeo continua nella sua versione, l’ex vice sindaco Frongia dice di essere salito sui tetti, ma non sapeva perché.

E’ evidente che siamo di fronte all’ennesimo intrigante complotto, ordito tutto per mettere in cattiva luce l’operato (quale?!) della “povera” Sindaca e della sua giunta.
Ancora una volta siamo di fronte all’ennesima congiura di palazzo inesistente, anzi tutta autoprodotta dallo stesso Movimento 5 Stelle. Senza entrare nel merito della presenza o meno di queste fantomatiche cimici, la domanda vera è un’altra: di cosa non si poteva discutere apertamente in quelle stanze? Di cosa parlavano, e magari parlano tuttora, gli attuali inquilini di Palazzo Senatorio, tanto da sentire l’esigenza di salire sui tetti? Cosa nascondono ai romani Virginia Raggi e i suoi principali collaboratori in quello stesso palazzo definito “la casa di tutti i cittadini”?

Ecco. Le chiacchiere stanno a zero e i complotti ancora una volta sono del tutto inesistenti. Le uniche cose che continuano a emergere sono incompetenza, incapacità, sotterfugi e tutte le loro contraddizioni. Addirittura oggi i quotidiani ci parlano dei vari metodi di messaggistica istantanea utilizzati per essere certi di non essere beccati a scrivere cose che non si dovrebbero scrivere. Provo pena per loro e imbarazzo, tanto, per la mia città, per il suo importante passato e la storia che rappresenta. Si preferisce ragionare se è meglio usare Telegram o WhatsApp, e nel frattempo non si vedono i progetti, nuove idee, la rivoluzione tanto annunciata, mentre quei pochi esperimenti promossi sono ripresi dal passato. La città intanto sullo sfondo, “bellissima” come si vede dai tetti del Campidoglio, attende inerme qualcuno che si occupi di lei.

 

Il mio pezzo per GaiaItalia.com.

Roma, 7 gennaio 2017