Programma 2013 – Giusta per Roma

GIUSTA PER ROMA

PER GIULIA TEMPESTA AL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA CAPITALE.

 “Giusta per Roma” è un’idea, una proposta, un metodo, un laboratorio in continua evoluzione.  Nasce da un’idea dei Giovani Democratici di Roma per portare il loro programma per la città alle prossime elezioni amministrative di maggio 2013. Un programma innovativo, costruito insieme alle giovani generazioni, un programma che guarda al futuro.

Roma è ferma da tempo; cinque anni di amministrazione Alemanno non hanno aiutato la crescita della nostra città. Siamo invasi oggi da cartelloni elettorali dell’attuale sindaco che, attraverso dati non corrispondenti alla realtà, raccontano una città che a nostro parere non esiste e che i romani non (ri)conoscono.

Abbiamo girato in lungo e in largo Roma, dal centro alle periferie; abbiamo preferito ascoltare i problemi di questa città dalla voce dei romani, trovare con loro le proposte migliori, condividere le nostre idee direttamente sul campo.

Oggi chiediamo il sostegno a tutti voi per Giulia Tempesta, candidata al consiglio comunale; sarà lei che darà voce alle nostre istanze e alla nostra idea di cambiamento per Roma. Una ragazza di 25 anni, la più giovane candidata nella lista del Pd per l’Assemblea Capitolina. Con lei pensiamo che si possa costruire veramente l’idea “Giusta x Roma”.

SPAZI

Per parlare di spazi, e in particolar modo di spazi pubblici, non si può ignorare l’umiliazione che il concetto stesso di pubblico sta attraversando negli ultimi anni. Da tempo sia la progettazione urbana che le scelte amministrative hanno portato ad una netta restrizione degli spazi ad uso pubblico e collettivo contrapponendo un’inarrestabile tendenza all’uso privato, rinunciando così alla sfera collettiva. Fotografia di tutto ciò sono le periferie, quartieri dormitorio privi di qualsiasi servizio pubblico, cresciuti senza un  ordinamento e nessun criterio urbano. La città a cui penso è, invece, luogo pubblico per eccellenza, in cui i bisogni e la creatività di ciascuno possano trovare spazio.

Emergenza abitativa, la priorità ASSOLUTA.

Il problema casa in tutte le sue forme è uno dei principali problemi di Roma. L’assurdità della situazione sta in due questioni: l’incredibile numero di vani sfitti presenti in città e il continuo crescere dei volumi messi in costruzione (e per lo più invenduti), perché, data la situazione economica generale, il Comune può far cassa solamente facendo costruire in cambio degli oneri di urbanizzazione. Altra condizione inaccettabile è la situazione degli affitti, che oramai rende impossibile affittare un’abitazione a Roma. La mia priorità di lavoro sarà indirizzata a dare al Comune di Roma un ruolo molto più attivo nella gestione di questo problema, attraverso interventi diretti ed indiretti sul mercato.

In primis il Comune può fare da mediatore e da garante per chi vuole vendere (o affittare) e chi vuole comprare (o entrare in affitto), garantendo l’opportunità di canoni congrui. Questo aiuterebbe i cittadini (specie le giovani coppie) a trovare una casa e gli imprenditori del settore delle costruzioni a non rimanere con un pugno di mosche in mano dopo aver costruito.

Inoltre, per eventuali edifici abitabili di proprietà del Comune, questo dovrebbe:

– venderli, con prezzi e/o condizioni di mutuo favorevoli alle famiglie anche in questa situazione economica. Ciò avrebbe l’effetto positivo di aumentare la diffusione della proprietà immobiliare tra le famiglie, invece che tra i grandi istituti di credito o assicurativi o finanziari che spesso tengono questi immobili sfitti.

– nel caso in cui non fosse possibile venderli, metterli in affitto a condizioni contrattuali molto convenienti per provare a determinare in questo modo l’abbassamento dei canoni d’affitto in città.

In secondo luogo il Comune deve arrivare a conoscere la situazione di ogni casa che sta sul suo territorio, costruendo adeguate campagne, anche coordinate con altri apparati dello Stato o degli Enti Locali. Il comune di Roma deve sapere quanti e quali sono i vani sfitti. Sui proprietari di questi (compreso il Comune stesso) va applicato un fortissimo inasprimento fiscale che spinga i proprietari ad affittare o a vendere. Non è tollerabile che in una città come Roma esistano situazioni di emergenza abitativa per le famiglie, specie per quelle giovani, quando si dispone di un tale numero di abitazioni non utilizzate.

Terzo fronte la lotta serrata al “nero”, che oltre ad essere un reato che consente guadagni non sottoposti alla tassazione ordinaria, distorce il mercato degli affitti. Su questo tema si rende necessario un intervento per la presenza degli studenti universitari fuorisede, che a Roma sono moltissimi, attirati dall’importante sistema delle nostre università. Gli studenti sono il “contraente debole”, cioè DEVONO per forza trovare una locazione. Per farlo sono disposti a qualsiasi condizione contrattuale (ed anche qualsiasi condizione del vano abitativo, che infatti è spesso fuori norma e insicuro). La legge nazionale ha fatto dei passi in avanti in questi anni garantendo sia appropriati sgravi fiscali per chi affitta alla luce del sole sia la possibilità per chi sta in nero di denunciare il proprietario senza perdere la casa. Ora questi strumenti vanno completati dall’intervento del Comune sia a supporto di chi denuncia (fornendo supporto legale effettivo ed efficiente magari attraverso i Municipi) sia attraverso, come detto nel punto precedente, la conoscenza della situazione dei vani abitativi del Comune. La lotta al nero garantisce il recupero di risorse che possono essere impegnate diversamente o possono essere usate per abbassare le tasse per chi è più in difficoltà.

- Nuovo “piano casa”.

Il territorio romano presenta vaste aree degradate e abbandonate. L’idea è quella di concepire un nuovo “piano casa” che limiti lo spreco di suolo e la speculazione edilizia, ma che sia volto al recupero funzionale, all’aumento delle prestazioni tecnologiche e all’autosufficienza energetica del patrimonio edilizio esistente da destinare a fini locativi agevolati per soggetti deboli o da offrire alla imprenditoria giovanile a sostegno di progetti di start up;

- Scuole: spazi pubblici, spazi di tutti!

Penso che le scuole, luogo pubblico e di partecipazione per eccellenza, potrebbero rimanere aperte oltre il normale orario della didattica per permettere alla cittadinanza e alle associazioni del territorio di svolgere attività culturali e sportive, riappropriandosi di questi spazi e prendendosene cura. In questo modo si ovvierebbe ai problemi di carenza di luoghi  dedicati ad attività culturali, sportive e artistiche che i nostri quartieri vivono tutti i giorni, e si incentiverebbe la partecipazione dei cittadini alla vita del proprio territorio, rendendo i nostri quartieri più aperti e sicuri. Ovviamente i costi di tale proposta non potrebbero ricadere né sulle casse dello Stato, né sulla generosità degli operatori scolastici, che già fanno tanto per le nostre scuole e i nostri ragazzi; si dovrebbe invece sperimentare un patto di fiducia e collaborazione con tali associazioni. Spazi pubblici, spazi di tutti!

- Più biblioteche!

L’esperienza del Circuito Biblioteche di Roma è una delle migliori della nostra città: un modello prezioso da salvaguardare e sviluppare. E’ per questo necessario ampliare il sistema bibliotecario anche alle zone di Roma ad oggi sprovviste, per contribuire, oltretutto, a rendere i nostri quartieri più sicuri, perché vivi e partecipati.

- Biblioteche in notturna.

Come sanno bene gli studenti di Roma, gli orari in cui si può accedere a questi spazi sono del tutto insufficienti. Sogno una città in cui le biblioteche siano aperte anche la sera (e alcune anche la notte!), per garantire effettivamente ai romani un diritto fondamentale quale è quello allo studio.

- E i beni confiscati?

Roma è la settima provincia in Italia per beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, ma il 33% di questi risultano inutilizzati o occupati senza titolo. I municipi della nostra città sono carenti di biblioteche, sedi di associazioni e luoghi di aggregazione; le nostre università non riescono a garantire a tutti gli studenti che ne avrebbero diritto i servizi di assistenza e diritto allo studio, come case, mense o biblioteche. Il mio impegno sarà rivolto a che una parte di questi beni sia destinata a servizi per gli studenti e alle associazioni che operano sui territori. Ciò significherà oltretutto risarcire la comunità a cui le mafie sottraggono futuro e opportunità e rilanciare cultura e partecipazione, che sono le armi più importanti per la lotta alle mafie. Significherà inoltre proporre un modello diverso, che guardi al riuso e  al recupero dell’esistente, piuttosto che alle nuove costruzioni.

MOBILITA’

Impossibile occuparsi dei problemi di Roma senza parlare di mobilità. Viviamo in quella che è l’ultima città d’Europa per dotazione di trasporti pubblici e la prima per utilizzo di mezzi privati: bisogna invertire questa tendenza!

Il trasporto pubblico, infatti, non rappresenta solamente uno strumento per spostare persone da una parte all’altra della Città, ma è un vero e proprio strumento d’integrazione: un quartiere non servito da linee di trasporto pubblico è un quartiere che il Comune abbandona a se stesso, con tutto il disagio che ne consegue sopratutto per i giovani e gli anziani. Il recente aumento delle tariffe significa, perciò, soprattutto in un momento di crisi economica, costringere molti Romani a trovare una soluzione alternativa al trasporto pubblico per potersi muovere in città.

- Roma intelligente: smart city e urbanizzazione delle tecnologie.

La qualità della vita dei cittadini si misura anche in base alla rete di trasporto pubblico disponibile e alle relazioni fra quartieri periferici e centrali, alla distribuzione funzionale di attrezzature pubbliche e servizi privati, alla reperibilità di aree verdi e, certamente in base alla quantità di emissioni di CO2 presente nell’aria, alla salubrità degli insediamenti residenziali, alla vivibilità delle abitazioni, alla qualità edilizia volta a produrre comfort interno e a ridurre i consumi energetici.

Roma può diventare una “smart city” offrendo risposte concrete alla crisi economica ed alla crisi ambientale.

Per una città intelligente e sostenibile propongo un accordo fra amministrazione pubblica, Università e centri di ricerca, imprese, al fine di coordinare attori con funzioni e professionalità differenti, magari impiegando fondi europei e privati per dar vita a concreti processi di innovazione. I vantaggi prodotti dalla città intelligente ricadono anche nella sfera prettamente privata: meno costi dei singoli per la propria locomozione (riducendo drasticamente il numero di veicoli circolanti); meno traffico ovvero meno stress e più tempo libero disponibile; più spazi pubblici recuperati ossia più aree verdi o a servizi; più sicurezza stradale ecc.

La nuova sfida è “urbanizzare le tecnologie”, renderle utili ai rinnovati bisogni urbani, agendo di riflesso sul nostro sistema della conoscenza per adeguarlo e collegarlo ad un sapere vasto e  a interlocutori politici, sociali ed economici diversificati.

- Il traffico da combattere.

Roma è una grande città direzionale e un numero impressionante di persone e merci ogni giorno percorrono le sue strade. E’ sciocco cercare palliativi momentanei all’inquinamento, è inefficiente sprecare tempo fermi nel traffico, è antieconomico spendere migliaia di euro annui per mantenere due o tre veicoli privati a famiglia: cambiamo!

Propongo un moderno Piano dei Trasporti con al centro l’idea di una nuova “cura del ferro” per chi ogni giorno entra a Roma: insieme alla Regione Lazio possiamo estendere la rete ferroviaria e ipotizzare nuovi snodi di scambio che consentano ai viaggiatori di lasciare lontano l’automobile ma arrivare celermente fino al cuore della città. Estendiamo la rete tramviaria e integriamola, costruiamo nuovi percorsi protetti per gli autobus così da abbattere i tempi di percorrenza, colleghiamo in modo più veloce le grandi stazioni di Termini e Tiburtina con quelle più piccole poste sulle principali vie consolari.

- Green Card.

Propongo l’istituzione di una tessera annuale che permetta agli utenti di usufruire dei mezzi pubblici, del car e del bike sharing, in modo da potersi muovere in città senza usare la macchina, nell’interesse proprio e di tutti i Romani: ciò significherebbe, infatti, meno traffico e meno smog e l’opportunità di non usare la macchina.

- Fare il biglietto non può essere un’impresa titanica.

Prendere l’autobus con un semplice sms ad un numero Atac. Nessun costo aggiuntivo per i passeggeri, ma solo vantaggi di tempo, comodità e miglioramento del servizio.

- 3×2: tutti in Bus!

Un nucleo familiare in cui ognuno ha il proprio abbonamento va incentivato. Propongo per questo che ogni tre abbonamenti acquistati dallo stesso nucleo familiare, uno sia gratis

- Abbonamento mensile agevolato.

L’abbonamento agevolato per giovani e anziani è un diritto. Gli studenti nella maggior parte dei casi usufruiscono dei mezzi solo alcuni mesi dell’anno: non si può pensare che acquistino un abbonamento annuale agevolato. Mi impegnerò affinché venga istituito di nuovo l’abbonamento mensile agevolato per queste categorie.

- Abbonàti a rate!

L’abbonamento annuale ha un prezzo piuttosto alto, che non tutte le famiglie possono permettersi di pagare tutto insieme. Propongo perciò la possibilità di pagarlo in più rate.

- Abbonamenti per i fuorisede.

A Roma vivono circa 70.000 studenti fuorisede: una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e culturale della nostra città. Eppure sembra che nella nostra città non avere il diritto di voto equivalga a non avere diritti! Succede così per la casa e soprattutto per i trasporti. Proporrò per questo una convenzione con gli atenei di Roma che permetta agli studenti fuorisede di acquistare un abbonamento agevolato pagandolo direttamente insieme alle tasse universitarie.

- Allungare l’orario di apertura della Metropolitana la notte

E’ necessario incrementare la frequenza delle corse dei mezzi pubblici di superficie (soprattutto su alcune linee) e prolungare l’orario di apertura notturno della metropolitana, soprattutto per facilitare gli spostamenti dei giovani. Scegliere di utilizzare la metro la sera è per i giovani romani quasi un’utopia. Il servizio notturno è, infatti, garantito solo fino alle 23.30 durante la settimana, e fino all’1.30 nei week end.  Per fare di Roma una città davvero europea e a misura di giovani è necessario prolungare tale orario, in modo da disincentivare l’uso dell’automobile e muoversi in modo più sicuro. Tenere aperta la metropolitana tutta la notte è un’opzione non praticabile a causa dei necessari servizi di manutenzione, ma si potrebbe pensare ad un prolungamento fino all’1.30 durante la settimana e fino alle 3.00 di notte nei week end.

- Taxi Rosa.

A Roma esiste già un servizio di tariffa agevolata con uno sconto del 10% per le donne sole che usufruiscono del servizio nell’orario notturno (22.00-06.00). Pochissime sono però a conoscenza di questa possibilità. Penso che tale opportunità vada segnalata  ed incentivata in modo più appropriato.

PARTECIPAZIONE E DIRITTI

La grande sfida per la politica dei prossimi anni è quella contro la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, percepite, quando va bene, come distanti, ma troppo spesso come soggetti parassitari e predatori. Molti atteggiamenti, specie dell’amministrazione Alemanno, hanno avvalorato in maniera consistente tale impressione. Gli amministratori futuri di Roma dovranno invertire decisamente la rotta. La società di oggi è ricca di stimoli e soprattutto d’informazioni e i cittadini vanno coinvolti in forme e modalità precise sulle scelte che riguardano il futuro di Roma. Istituzioni “isolate” che si poggiano solo sulle previsioni delle leggi per mettere in campo il loro lavoro sono istituzioni deboli e inefficaci. Inoltre, in attesa di una legge nazionale, la nuova amministrazione dovrà impegnarsi per una strategia complessiva contro la “paura delle minoranze” da sviluppare insieme alle associazioni, alle istituzioni del territorio, al mondo della scuola e degli esercizi commerciali. Non basta solo indignarsi, serve un impegno concreto da parte delle istituzioni a tutti i livelli. Roma merita di essere veramente una capitale europea aperta e dinamica.

- Partecipazione.

I processi di sviluppo della Città non possono essere considerati appannaggio né degli amministratori né tantomeno solo dei tecnici che li elaborano. Le vicende di questi mesi e settimane portano a importanti riflessioni sul valore della partecipazione dei cittadini alle scelte, specie quelle che toccano la loro vita direttamente. Peraltro tale tema non può in nessuna maniera essere lasciato allo spontaneismo, che spesso nasconde interessi di ben nascosti burattinai. Esistono, però, e sono già state sperimentate in diverse parti in Italia (e non solo) forme di coinvolgimento dei cittadini verso le scelte da compiere che garantiscono che il processo avvenga seriamente, con modalità e tempi definiti, coinvolgendo sia i cittadini che le realtà collettive anche attraverso le nuove tecnologie dove possibile, e determinando una maggiore identificazione tra amministrazione e cittadinanza. Si tratta di esperienze e progetti (a Roma già sperimentati nel caso di Quartaccio, dove è stato realizzato un percorso di partecipazione per formulare una proposta di contratto di quartiere) che certo richiedono personale qualificato ed un Comune pronto a dare seguito alle decisioni prese, ma che possono diventare un metodo decisivo per costruire assieme il futuro della Città. Coinvolgere, facendo tutti partecipi delle scelte, per superare il distacco tra l’amministrazione e gli amministrati: anche a Roma si può fare!

- Mettiamo il nostro tempo libero in…. Banca!

La banca del tempo è un tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito di tempo. La sua struttura e il suo funzionamento sono abbastanza semplici: ogni “socio” mette a disposizione qualche ora del suo tempo per dare ad un altro socio determinate competenze. Le ore messe a disposizione vengono calcolate e accreditare dalla banca stessa; in questo modo non deve essere la medesima persona a “rimborsarle”, ma può farlo un’altra. E’ questo il modello che penso possa essere utilizzato per esempio dentro le scuole o le università. Si possono organizzare così corsi, ripetizioni, laboratori direttamente dai giovani e per i giovani, a costo quasi zero. Allo stesso modo e con gli stessi parametri, si può rivalutare l’esperienza di vita e di lavoro delle persone più anziane. La banca del tempo così concepita favorisce anche l’integrazione e la solidarietà in senso trasversale. 

- Unioni Civili.

Penso sia necessario istituire un registro delle Unioni Civili, non solo dal punto di vista simbolico ma come vero e proprio strumento di accesso ai servizi di competenza comunale, come ad esempio la possibilità di accesso alla graduatoria per l’assegnazione della casa e l’accesso ai servizi sociali.

- Diritti di cittadinanza.

Sono fortemente convinta che gli stranieri che vivono, lavorano e pagano le tasse nella nostra città abbiano il diritto di partecipare alle elezioni amministrative. Con il loro lavoro contribuiscono al welfare, è opportuno per questo che possano esprimere la loro opinione in maniera più concreta.

- Roma On line.

Le nuove tecnologie e la rete aprono una grandissima opportunità in termini sia di trasparenza che di opportunità per superare la burocrazia. La mia proposta è di lanciare un grande piano per la digitalizzazione dei servizi offerti dal Comune di Roma e dai Municipi. In particolare si dovrebbe agire su tre direttrici:

1) digitalizzazione integrale dei servizi. L’obiettivo è arrivare a poter richiedere tutto (atti, provvedimenti, certificati) tramite procedure elettroniche certificate che valgano sia per il Comune sia per i Municipi. Tutto questo avrebbe indubbi effetti positivi anche sul dinamismo dell’economia romana.

2) trasparenza e accesso degli atti degli organi politici. Accesso agli atti proposti e a quelli approvati, agli atti della Giunta e pubblicazione delle presenze dei consiglieri e assessori in consiglio e nelle commissione: tutto ciò consente la massima trasparenza nei processi e la conoscenza diretta e corretta delle cose di cui discutono gli organi decisionali (sia comunali che municipali). Andrebbe prevista la diretta delle sedute consiliari secondo le norme di legge.

3) omogeneizzazione delle pagine web per i vari municipi e per i principali servizi del Comune di Roma, sia per la grafica sia per quanto concerne la gestione delle pagine. Tutto ciò renderebbe più semplice al cittadino reperire informazioni e trovare le parti di proprio interesse. 

CULTURA, MEMORIA, ANTIFASCISMO

La cultura è una leva fondamentale per lo sviluppo di Roma, in grado di creare occupazione qualificata per i romani. Per valorizzare il nostro patrimonio artistico e culturale penso a:

- La cultura, per tutti.

L’Estate Romana ha rappresentato per tanti anni una vetrina formidabile ed una fonte di ricchezza. L’evento va ripreso e rafforzato, ma a differenza del passato questo ed altri dovranno svolgersi in punti diversi dal solo “centro” della Città, per permettere anche una riqualificazione delle nostre periferie. La stessa riflessione va fatta anche per gli altri “grandi eventi culturali”, come ad esempio, il Festival del Cinema.

- La scuola, il quartiere.

Roma è una città dalle forti connotazioni rionali, una tradizione importante che non va dispersa. Le scuole dovrebbero essere legate alle attrazioni (del passato e contemporanee) artistiche e culturali del municipio, attraverso una collaborazione con l’Assessorato Municipale. Si potrebbero potenziare azioni come l’adozione di monumenti, o percorsi di approfondimento, in tutti i casi tali azioni dovrebbero far parte integrante del piano formativo delle nostre scuole.

- Ai giovani la cultura!

La formazione complessiva dei giovani, anche non studenti, non può prescindere dalle opportunità di formazione extra scolastiche e universitarie. Il giovane costruisce la sua formazione soprattutto lontano dai banchi di scuola: è perciò necessario garantire a tutti la possibilità di accedere alle iniziative formative e culturali presenti sul territorio e sui media. Allo status di giovane (under 35) dovrebbe corrispondere un sistema di facilitazioni (per mostre, musei, gallerie, convegni, seminari, cinema, teatro, concerti, attività ricreative) che arrivi fino alla gratuità che non sia occasionale, ma diventi un caposaldo degli interventi del comune. Non si tratta, secondo me, di spese, ma di investimenti sul futuro.

 – Costruzione di un nuovo Ostello della gioventù.

E’ certamente incredibile che Roma con il suo potenziale di attrazione turistica e culturale non abbia all’interno del suo territorio un “ostello della gioventù”, dopo la chiusura a gennaio 2011 di quello al Foro Italico. Proporrò al Comune di Roma l’apertura di un procedimento che porti all’apertura di strutture che possano accogliere il turismo giovanile a prezzi contenuti.

- Senza memoria non c’è futuro.

Data la storia millenaria di Roma conosco l’importanza della memoria. È particolarmente avvilente, però, vedere quanto sia dimenticato lo straordinario e drammatico periodo rappresentato da “Roma città aperta”. Ho svolto, insieme ai Giovani Democratici, una campagna di sottoscrizione per il Museo della Liberazione di via Tasso. Ho potuto constatare come le istituzioni ed in particolare il Comune lo abbiano completamente abbandonato (e non si tratta, purtroppo, dell’unico caso). Il patrimonio etico e culturale, quei tantissimi ragazzi e ragazze, uomini e donne di ceti sociali diversi che con il loro sacrificio ci hanno donato la Costituzione della Repubblica, non può svanire. Oggi più che mai assistiamo alla nascita di movimenti xenofobi, nostalgici ed estremisti; è quindi indispensabile riportare la memoria e i valori dei patrioti della Resistenza nelle scuole, nei quartieri e nella società. Per fare questo è importante organizzare o facilitare come Roma Capitale mostre, eventi, momenti di incontro per dare nuova linfa a quelle idee.  Sarà mio impegno valorizzare i luoghi della memoria della Resistenza romana, perché penso che una città senza memoria è una città senza futuro.

- Disabilità: una risorsa non un problema.

Credo sia necessario affrontare il problema dell’accessibilità del patrimonio museale e monumentale anche da parte delle persone con disabilità motoria e sensoriale: è un principio di civiltà, ma anche una grande opportunità dinanzi ai tantissimi potenziali visitatori che Roma ancora respinge per non aver saputo superare le proprie barriere.

 LAVORO E WELFARE

I Comuni non creano occupazione ma la nuova amministrazione potrà (e dovrà!) fare molto per rendere Roma attrattiva per gli investimenti. Una consapevole strategia per le politiche culturali e del turismo, per il commercio e l’artigianato, per un nuovo modello urbanistico, per una seria politica per l’agricoltura e di una moderna e integrata welfare society, avrebbero importanti ricadute sull’occupazione.

- Messa a norma energetica degli edifici pubblici.

Per uscire dalla crisi c’è bisogno di tanti interventi. Di sicuro c’è bisogno di un grande intervento anche pubblico che costituisca la spina dorsale per riattivare l’economia. Ovviamente questo dovrebbe avere un senso, non si dovrebbero sprecare i soldi dei cittadini in spese qualsiasi. Si potrebbe pianificare e varare un grande piano del Comune di ammodernamento energetico degli edifici pubblici, che li metta a norma e, quando possibile, li trasformi anche in piccoli generatori di energia, sfruttando le nuove tecnologie. I palazzi pubblici di Roma necessitano praticamente tutti (tranne quelli di recentissima costruzione) di questo intervento. Otterremo due risultati: riattivare l’economia della città generando posti di lavoro, e in secondo luogo garantiremmo risparmi energetici (e di bolletta) che avrebbero effetti positivi sui bilanci del Comune di Roma.

-Commercio e artigianato, i due polmoni dell’economia romana.

Siamo nella Città e nella Regione con tassi di presenza delle Piccole e Medie Imprese più alti della media nazionale.  Queste attività impiegano spesso giovani lavoratori tra i propri addetti. Il Comune di Roma può sia intervenire direttamente, sia proporre azioni condivise con la Regione al fine di regolamentare meglio questo mondo garantendo opportunità a tutte le diverse sfaccettature di questo mondo. Riuscire in questo intento è un modo per tutelare al meglio il lavoro in questa città e la ricchezza delle famiglie.

Proporrò di:

- varare un nuovo “piano del commercio”, che consideri nel giusto modo il commercio al dettaglio e di vicinato assieme a quello della grande distribuzione e dei centri commerciali, e che preveda misure chiare di lotta all’abusivismo e di tutela del commercio itinerante “legale”;

– valorizzare i “centri commerciali naturali” per riequilibrare le soluzioni di insieme troppo spostate verso le grandissime strutture di vendita che impediscono di valorizzare il commercio di vicinato;

– intensificare l’esperienza delle imprese sociali di mercato per riconoscere da parte del Comune di Roma e della Regione l’utilità di ricorrere allo strumento della concessione per una valorizzazione della piccola impresa in attività pubbliche minori. Di particolare rilievo assume l’iniziativa di quegli enti territoriali che stanno sostenendo l’esperienza delle imprese sociali di mercato, stipulando accordi con il sistema bancario attraverso anche il microcredito.

- Insegnamento delle professioni nei luoghi a più alto abbandono scolastico.

Cercherò di valorizzare e intensificare tutte quelle esperienze associative che attraverso l’uso di fondi europei concentrano la loro attività sull’insegnamento di professioni e mestieri, direzionando tale lavoro soprattutto nelle zone di Roma a più alto abbandono scolastico. Insegnare una professione, sburocratizzare le procedure del Comune e garantire parità di condizioni nel momento in cui entra sul mercato possono essere un modo innovativo e utile per uscire dalla piaga della disoccupazione che nelle zone più povere di Roma diventa spesso un viatico per penetrazioni delle organizzazioni criminali.

- Utilizzo fondi europei

Istituire un organismo di coordinamento del Comune di Roma e la Regione sulla programmazione delle risorse attivabili a livello comunitario.

- Tirocini: opportunità, non sfruttamento.

Credo che sia necessario stringere un accordo operativo con “SOUL”- la ricerca di opportunità per i laureati nelle università romane e costruirne uno analogo per gli istituti tecnici e professionali – affinché tutti i giovani romani abbiano concrete possibilità di stages di tirocinio presso le aziende comunali, presso le amministrazioni pubbliche e presso le imprese che sottoscriveranno un protocollo di impegno, affinché il tirocinio sia davvero un’occasione di formazione e non l’ennesima forma di sfruttamento per i giovani.

- Politiche Sociali: un nuovo Piano!

Penso che il tasso di civiltà di una grande metropoli moderna si vede soprattutto nel modo in cui l’amministrazione si occupa dei più poveri e degli esclusi, sopratutto in un periodo di crisi. La gestione fallimentare della Giunta Alemanno per quanto riguarda le politiche sociali ha seminato danni molto gravi, bloccando i trasferimenti per i servizi ai Municipi. I continui tagli, quasi sempre indiscriminati, fanno sì che i municipi siano costretti a chiudere i servizi, provocando forti difficoltà non solo alle fasce sociali più vulnerabili (in continuo aumento), ma anche a tutte le realtà, dalle associazioni alle cooperative, che operano e lavorano quotidianamente nel sociale. Proporrò che si riparta dall’elaborazione di un rinnovato PIANO REGOLATORE SOCIALE che definisca le linee d’intervento pluriennali e che modernizzi le politiche d’intervento contro la povertà e l’esclusione senza cancellarle o stravolgerle. Il Comune può e deve svolgere attività di pianificazione e regolazione anche molto incisive, senza rinunciare allo straordinario patrimonio che è il mondo dell’associazionismo nel settore sociale. Ovviamente in questo settore sarà determinante la concertazione di queste politiche con i beneficiari di tali interventi, i municipi e le associazioni.

LEGALITA’ E TRASPARENZA

Sono convinta che questi temi siano il prerequisito e la lente attraverso cui guidare l’agire pubblico in tutte le sue manifestazioni. E’ da qui che la politica deve ripartire per dare risposte concrete, costruendo percorsi di legalità e trasparenza a partire dal funzionamento della macchina amministrativa, da un sistema di opendata generalizzato,dal rapporto con i cittadini e con i territori, dall’assegnazione degli appalti alla lotta senza quartiere alla criminalità organizzata. La crescita, sociale ed economica, e gli strumenti necessari per favorirla hanno bisogno di condizioni ambientali in cui la legalità diventi una costante.

- La Carta di Pisa

Propongo (io lo farò!) che ogni eletto al Consiglio Comunale prenda come punto di riferimento, per improntare la propria condotta ai criteri di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dalla Costituzione, la “Carta di Pisa”, codice etico promosso da Avviso Pubblico cui possono aderire tutti gli amministratori locali sottoscrivendo così una serie di impegni che vanno dagli obblighi di trasparenza ai divieti di cumuli di cariche e conflitti d’interessi, fino alla prevenzione di pressioni indebite e a precise prescrizioni sui finanziamenti. 

- Sportello Antiracket

Il business del racket romano cresce a vista d’occhio e sono molti i commercianti della nostra città che pagano il pizzo. Credo che sia un dovere dell’Amministrazione comunale non lasciare soli i cittadini vittime di questo ricatto. Per questo sono convinta che, come prima cosa, vada istituito uno Sportello Antiracket in ogni Municipio, d’accordo con l’Amministrazione locale e le Associazioni del territorio, affinché nessun commerciante si senta più solo.

- Un’amministrazione contro tutte le Mafie

Sono convinta che l’Amministrazione Comunale debba costituirsi parte civile in tutti i processi alla criminalità organizzata, affinché la guerra alle Mafie non sia lasciata a pochi, ma diventi una priorità della nuova Giunta.

- Appalti puliti

E’ necessario importare anche a Roma alcune buone pratiche già sperimentate in altri comuni: penso che gli uffici comunali debbano essere obbligati a informarsi sulle imprese coinvolte per ogni appalto superiore a 300 milioni di euro. Inoltre, credo che vada garantita al Comune la facoltà di recedere senza penali da un contratto, anche se l’informativa su infiltrazioni mafiose arriva a lavori già iniziati, nonchè l’obbligo di escludere da tutte le gare in qualsiasi momento le imprese legate alle mafie.

 AMBIENTE 

La tutela dell’ambiente è il parametro su cui da ora in poi dovremo misurare tutte le politiche di sviluppo di Roma Capitale. La sostenibilità ambientale dovrà essere la stella polare a cui la nuova amministrazione capitolina dovrà guardare. Ripartire dalla valorizzazione del verde urbano e da un piano di messa a norma energetica degli edifici pubblici avrebbe conseguenze positive anche sull’occupazione.

- Raccolta differenziata unica via.

Roma ha la più grande discarica d’Europa sul suo territorio. Una discarica vergognosa, l’unica dove viene seppellito il “tal quale” (rifiuti non trattati). Non si può pensare di sacrificare oltre quei cittadini che vivono a ridosso di uno dei più grandi scempi italiani. Inoltre, quella discarica ha ormai esaurito lo spazio. Roma deve cambiare profondamente il suo modello di smaltimento dei rifiuti. La raccolta differenziata è l’unica strada per tutelare la qualità dell’ambiente e la salute per i romani; è assolutamente necessario  arrivare a una percentuale di raccolta differenziata del 65% così da scongiurare la costruzione di nuovi inceneritori e discariche. Eppure a Roma alcune metodologie della raccolta differenziata sono drammaticamente inadeguate. E’ indispensabile trovare metodi di smaltimento dei rifiuti efficienti per le famiglie. Sono convinta in particolare che quello del “porta a porta” sia la via maestra. Dobbiamo fornire a ogni condominio secchioni appositamente divisi per la raccolta differenziata dei rifiuti che l’azienda comunale dovrà provvedere a svuotare ogni due/tre giorni. In questo modo non si obbligano le famiglie ad inseguire i camioncini dell’AMA, o a portare i rifiuti in luoghi molto distanti dalle proprie abitazioni.

- La Roma dei Parchi

So che la questione dei rifiuti è centrale nel dibattito pubblico, credo però che la “questione ambientale” non si possa esaurire parlando di raccolta differenziata. Roma ha, infatti, un patrimonio enorme di parchi ed aree verdi. Questi rappresentano sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista sociale dei luoghi da valorizzare. Spesso ci troviamo, invece, in presenza di parchi in stato di degrado e abbandono. Noi pensiamo che i parchi di Roma debbano essere pienamente fruibili dai cittadini.  Sono convinta che si possano sviluppare innovative forme di accordi tra il comune di Roma, i municipi e le associazioni locali al fine di collaborare alla gestione e alla tenuta decorosa di questi spazi mettendoli magari anche in rete tra di loro laddove le condizioni di vicinanza geografica lo consentano.

- Una città è sicura solo se lo è per tutti!

Il diritto alla sicurezza è un diritto fondamentale di libertà nonchè il requisito fondamentale per potersi sentire “cittadini” a casa propria.  Questo tema della sicurezza urbana ha negli ultimi anni, visto sicuramente un incremento di attenzione da parte dell’opinione pubblica, fino a diventare uno dei temi cardine intorno al quale si gioca la credibilità di un’amministrazione locale. Cinque anni fa, nel 2008, Maurizio Gasparri sentenziò: “La Roma di Prodi, Rutelli e Veltroni è il regno del terrore e dello stupro”. E’ ormai assodato che su questo tema, Gianni Alemanno vinse le ultime elezioni, promettendo sicurezza e legalità, cavalcando un’idea xenofoba e non inclusiva, piuttosto che proporre un programma politico concreto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Roma in questi anni non ha fatto passi avanti, è assolutamente peggiorata: sparatorie e gambizzazioni in pieno centro alla luce del sole, stupri ai diversi angoli della città, aumento della violenza domestica, gruppi di fuoco che agiscono in modalità mafiosa, usura e bische clandestine: un ritratto molto poco edificante. Semplicemente questo modo di intendere la sicurezza è sbagliato! Bisogna contrapporre un’altra idea di città: luogo di partecipazione e socialità, di opportunità e non di paura: per vivere i nostri quartieri e le nostre strade senza essere costretti ad un coprifuoco forzato, per incontrarci e non rinchiuderci, perché la sicurezza la garantiscano prima di tutto l’assenza di “zone morte” della città piuttosto che le ronde. Quanto più la Città è vissuta dai suoi cittadini tanto più è sicura. Se il Comune tollera zone di abbandono, degrado, decadenza potrà aumentare a dismisura le forze dell’ordine impegnate, ma i focolari dei problemi rimarranno sempre accesi. Alle forze dell’ordine sta il delicato e fondamentale compito di reprimere chi viola la legge ed al loro compito vanno dedicate il massimo delle risorse, ma l’Amministrazione è altrettanto necessaria per recidere in radice le fonti della criminalità grande e piccola. 

SPORT

Tutti gli organismi internazionali riconoscono alla persona il diritto di praticare sport.  A Roma tale diritto è spesso negato. L’azione del Comune si concentra troppo spesso solamente sui grandi eventi o idee estemporanee che poi alla prova dei fatti si rivelano per quello che sono: irrealizzabili (Olimpiadi, Formula 1, impianto sciistico a Ostia). Eppure, nonostante questa situazione, per fortuna esiste un universo di associazioni che garantiscono la possibilità a migliaia di giovani di svolgere attività sportive a prezzi abbordabili. Questo universo fatto di realtà che si impegnano quotidianamente è spesso dimenticato, con l’effetto di rendere l’attività sportiva un privilegio per pochi. Questo mondo va rispettato e valorizzato per la insostituibile funzione che svolge per i romani.

Tavolo di confronto tra le associazioni sportive della città

Va istituito subito un tavolo permanente di confronto tra Roma Capitale, gli enti di promozione sportiva e le associazioni che possa programmare gli interventi da svolgere sulla città e per favorire la diffusione dell’attività sportiva.  Un’altra priorità che non può più essere ignorata riguarda la sicurezza degli impianti, che è un prerequisito fondamentale per poter svolgere l’attività sportiva. A questo compito, per ovvie ragioni, deve essere il Comune a farsene carico.

Assegnazione degli impianti

Delicata, e proprio per questo non trascurabile, è la questione della trasparenza nell’assegnazione da parte dei Municipi degli impianti sportivi. Mi impegnerò affinché tali procedimenti avvengano secondo criteri di massima trasparenza. Troppo spesso infatti in questo ambito si annidano interessi clientelari a svantaggio della collettività.

Assessorato allo Sport

Per quanto detto proporrò per l’istituzione di un Assessorato allo sport nella Giunta di Roma Capitale perché questo settore merita la massima attenzione da parte delle istituzioni locali.

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