Legalità e trasparenza

Sono convinta che questi temi siano il prerequisito e la lente attraverso cui guidare l’agire pubblico in tutte le sue manifestazioni. E’ da qui che la politica deve ripartire per dare risposte concrete, costruendo percorsi di legalità e trasparenza a partire dal funzionamento della macchina amministrativa, da un sistema di opendata generalizzato,dal rapporto con i cittadini e con i territori, dall’assegnazione degli appalti alla lotta senza quartiere alla criminalità organizzata. La crescita, sociale ed economica, e gli strumenti necessari per favorirla hanno bisogno di condizioni ambientali in cui la legalità diventi una costante.

- La Carta di Pisa

Propongo (io lo farò!) che ogni eletto al Consiglio Comunale prenda come punto di riferimento, per improntare la propria condotta ai criteri di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dalla Costituzione, la “Carta di Pisa”, codice etico promosso da Avviso Pubblico cui possono aderire tutti gli amministratori locali sottoscrivendo così una serie di impegni che vanno dagli obblighi di trasparenza ai divieti di cumuli di cariche e conflitti d’interessi, fino alla prevenzione di pressioni indebite e a precise prescrizioni sui finanziamenti. 

- Sportello Antiracket

Il business del racket romano cresce a vista d’occhio e sono molti i commercianti della nostra città che pagano il pizzo. Credo che sia un dovere dell’Amministrazione comunale non lasciare soli i cittadini vittime di questo ricatto. Per questo sono convinta che, come prima cosa, vada istituito uno Sportello Antiracket in ogni Municipio, d’accordo con l’Amministrazione locale e le Associazioni del territorio, affinché nessun commerciante si senta più solo.

- Un’amministrazione contro tutte le Mafie

Sono convinta che l’Amministrazione Comunale debba costituirsi parte civile in tutti i processi alla criminalità organizzata, affinché la guerra alle Mafie non sia lasciata a pochi, ma diventi una priorità della nuova Giunta.

- Appalti puliti

E’ necessario importare anche a Roma alcune buone pratiche già sperimentate in altri comuni: penso che gli uffici comunali debbano essere obbligati a informarsi sulle imprese coinvolte per ogni appalto superiore a 300 milioni di euro. Inoltre, credo che vada garantita al Comune la facoltà di recedere senza penali da un contratto, anche se l’informativa su infiltrazioni mafiose arriva a lavori già iniziati, nonchè l’obbligo di escludere da tutte le gare in qualsiasi momento le imprese legate alle mafie.

 AMBIENTE 

La tutela dell’ambiente è il parametro su cui da ora in poi dovremo misurare tutte le politiche di sviluppo di Roma Capitale. La sostenibilità ambientale dovrà essere la stella polare a cui la nuova amministrazione capitolina dovrà guardare. Ripartire dalla valorizzazione del verde urbano e da un piano di messa a norma energetica degli edifici pubblici avrebbe conseguenze positive anche sull’occupazione.

Raccolta differenziata unica via.

Roma ha la più grande discarica d’Europa sul suo territorio. Una discarica vergognosa, l’unica dove viene seppellito il “tal quale” (rifiuti non trattati). Non si può pensare di sacrificare oltre quei cittadini che vivono a ridosso di uno dei più grandi scempi italiani. Inoltre, quella discarica ha ormai esaurito lo spazio. Roma deve cambiare profondamente il suo modello di smaltimento dei rifiuti. La raccolta differenziata è l’unica strada per tutelare la qualità dell’ambiente e la salute per i romani; è assolutamente necessario  arrivare a una percentuale di raccolta differenziata del 65% così da scongiurare la costruzione di nuovi inceneritori e discariche. Eppure a Roma alcune metodologie della raccolta differenziata sono drammaticamente inadeguate. E’ indispensabile trovare metodi di smaltimento dei rifiuti efficienti per le famiglie. Sono convinta in particolare che quello del “porta a porta” sia la via maestra. Dobbiamo fornire a ogni condominio secchioni appositamente divisi per la raccolta differenziata dei rifiuti che l’azienda comunale dovrà provvedere a svuotare ogni due/tre giorni. In questo modo non si obbligano le famiglie ad inseguire i camioncini dell’AMA, o a portare i rifiuti in luoghi molto distanti dalle proprie abitazioni.

- La Roma dei Parchi

So che la questione dei rifiuti è centrale nel dibattito pubblico, credo però che la “questione ambientale” non si possa esaurire parlando di raccolta differenziata. Roma ha, infatti, un patrimonio enorme di parchi ed aree verdi. Questi rappresentano sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista sociale dei luoghi da valorizzare. Spesso ci troviamo, invece, in presenza di parchi in stato di degrado e abbandono. Noi pensiamo che i parchi di Roma debbano essere pienamente fruibili dai cittadini.  Sono convinta che si possano sviluppare innovative forme di accordi tra il comune di Roma, i municipi e le associazioni locali al fine di collaborare alla gestione e alla tenuta decorosa di questi spazi mettendoli magari anche in rete tra di loro laddove le condizioni di vicinanza geografica lo consentano.

Una città è sicura solo se lo è per tutti!

Il diritto alla sicurezza è un diritto fondamentale di libertà nonchè il requisito fondamentale per potersi sentire “cittadini” a casa propria.  Questo tema della sicurezza urbana ha negli ultimi anni, visto sicuramente un incremento di attenzione da parte dell’opinione pubblica, fino a diventare uno dei temi cardine intorno al quale si gioca la credibilità di un’amministrazione locale. Cinque anni fa, nel 2008, Maurizio Gasparri sentenziò: “La Roma di Prodi, Rutelli e Veltroni è il regno del terrore e dello stupro”. E’ ormai assodato che su questo tema, Gianni Alemanno vinse le ultime elezioni, promettendo sicurezza e legalità, cavalcando un’idea xenofoba e non inclusiva, piuttosto che proporre un programma politico concreto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: Roma in questi anni non ha fatto passi avanti, è assolutamente peggiorata: sparatorie e gambizzazioni in pieno centro alla luce del sole, stupri ai diversi angoli della città, aumento della violenza domestica, gruppi di fuoco che agiscono in modalità mafiosa, usura e bische clandestine: un ritratto molto poco edificante. Semplicemente questo modo di intendere la sicurezza è sbagliato! Bisogna contrapporre un’altra idea di città: luogo di partecipazione e socialità, di opportunità e non di paura: per vivere i nostri quartieri e le nostre strade senza essere costretti ad un coprifuoco forzato, per incontrarci e non rinchiuderci, perché la sicurezza la garantiscano prima di tutto l’assenza di “zone morte” della città piuttosto che le ronde. Quanto più la Città è vissuta dai suoi cittadini tanto più è sicura. Se il Comune tollera zone di abbandono, degrado, decadenza potrà aumentare a dismisura le forze dell’ordine impegnate, ma i focolari dei problemi rimarranno sempre accesi. Alle forze dell’ordine sta il delicato e fondamentale compito di reprimere chi viola la legge ed al loro compito vanno dedicate il massimo delle risorse, ma l’Amministrazione è altrettanto necessaria per recidere in radice le fonti della criminalità grande e piccola.

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