Partecipazione e diritti

PARTECIPAZIONE E DIRITTI

La grande sfida per la politica dei prossimi anni è quella contro la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, percepite, quando va bene, come distanti, ma troppo spesso come soggetti parassitari e predatori. Molti atteggiamenti, specie dell’amministrazione Alemanno, hanno avvalorato in maniera consistente tale impressione. Gli amministratori futuri di Roma dovranno invertire decisamente la rotta. La società di oggi è ricca di stimoli e soprattutto d’informazioni e i cittadini vanno coinvolti in forme e modalità precise sulle scelte che riguardano il futuro di Roma. Istituzioni “isolate” che si poggiano solo sulle previsioni delle leggi per mettere in campo il loro lavoro sono istituzioni deboli e inefficaci. Inoltre, in attesa di una legge nazionale, la nuova amministrazione dovrà impegnarsi per una strategia complessiva contro la “paura delle minoranze” da sviluppare insieme alle associazioni, alle istituzioni del territorio, al mondo della scuola e degli esercizi commerciali. Non basta solo indignarsi, serve un impegno concreto da parte delle istituzioni a tutti i livelli. Roma merita di essere veramente una capitale europea aperta e dinamica.

- Partecipazione.

I processi di sviluppo della Città non possono essere considerati appannaggio né degli amministratori né tantomeno solo dei tecnici che li elaborano. Le vicende di questi mesi e settimane portano a importanti riflessioni sul valore della partecipazione dei cittadini alle scelte, specie quelle che toccano la loro vita direttamente. Peraltro tale tema non può in nessuna maniera essere lasciato allo spontaneismo, che spesso nasconde interessi di ben nascosti burattinai. Esistono, però, e sono già state sperimentate in diverse parti in Italia (e non solo) forme di coinvolgimento dei cittadini verso le scelte da compiere che garantiscono che il processo avvenga seriamente, con modalità e tempi definiti, coinvolgendo sia i cittadini che le realtà collettive anche attraverso le nuove tecnologie dove possibile, e determinando una maggiore identificazione tra amministrazione e cittadinanza. Si tratta di esperienze e progetti (a Roma già sperimentati nel caso di Quartaccio, dove è stato realizzato un percorso di partecipazione per formulare una proposta di contratto di quartiere) che certo richiedono personale qualificato ed un Comune pronto a dare seguito alle decisioni prese, ma che possono diventare un metodo decisivo per costruire assieme il futuro della Città. Coinvolgere, facendo tutti partecipi delle scelte, per superare il distacco tra l’amministrazione e gli amministrati: anche a Roma si può fare!

- Mettiamo il nostro tempo libero in…. Banca!

La banca del tempo è un tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito di tempo. La sua struttura e il suo funzionamento sono abbastanza semplici: ogni “socio” mette a disposizione qualche ora del suo tempo per dare ad un altro socio determinate competenze. Le ore messe a disposizione vengono calcolate e accreditare dalla banca stessa; in questo modo non deve essere la medesima persona a “rimborsarle”, ma può farlo un’altra. E’ questo il modello che penso possa essere utilizzato per esempio dentro le scuole o le universitàSi possono organizzare così corsi, ripetizioni, laboratori direttamente dai giovani e per i giovani, a costo quasi zero. Allo stesso modo e con gli stessi parametri, si può rivalutare l’esperienza di vita e di lavoro delle persone più anziane. La banca del tempo così concepita favorisce anche l’integrazione e la solidarietà in senso trasversale. 

- Unioni Civili.

Penso sia necessario istituire un registro delle Unioni Civili, non solo dal punto di vista simbolico ma come vero e proprio strumento di accesso ai servizi di competenza comunale, come ad esempio la possibilità di accesso alla graduatoria per l’assegnazione della casa e l’accesso ai servizi sociali.

- Diritti di cittadinanza.

Sono fortemente convinta che gli stranieri che vivono, lavorano e pagano le tasse nella nostra città abbiano il diritto di partecipare alle elezioni amministrative. Con il loro lavoro contribuiscono al welfare, è opportuno per questo che possano esprimere la loro opinione in maniera più concreta.

- Roma On line.

Le nuove tecnologie e la rete aprono una grandissima opportunità in termini sia di trasparenza che di opportunità per superare la burocrazia. La mia proposta è di lanciare un grande piano per la digitalizzazione dei servizi offerti dal Comune di Roma e dai Municipi. In particolare si dovrebbe agire su tre direttrici:

1) digitalizzazione integrale dei servizi. L’obiettivo è arrivare a poter richiedere tutto (atti, provvedimenti, certificati) tramite procedure elettroniche certificate che valgano sia per il Comune sia per i Municipi. Tutto questo avrebbe indubbi effetti positivi anche sul dinamismo dell’economia romana.

2) trasparenza e accesso degli atti degli organi politici. Accesso agli atti proposti e a quelli approvati, agli atti della Giunta e pubblicazione delle presenze dei consiglieri e assessori in consiglio e nelle commissione: tutto ciò consente la massima trasparenza nei processi e la conoscenza diretta e corretta delle cose di cui discutono gli organi decisionali (sia comunali che municipali). Andrebbe prevista la diretta delle sedute consiliari secondo le norme di legge.

3) omogeneizzazione delle pagine web per i vari municipi e per i principali servizi del Comune di Roma, sia per la grafica sia per quanto concerne la gestione delle pagine. Tutto ciò renderebbe più semplice al cittadino reperire informazioni e trovare le parti di proprio interesse.

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