FEDEZ AL CONCERTO DEL 1 MAGGIO

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Ho letto di tutto su quello che è accaduto ieri con Fedez al concertone del 1 maggio. Inopportuno, inappropriato, la censura, eh ma il contesto, bene la libertà di pensiero… altri rivendicano che queste cose dovrebbe dirle la politica, altri ancora che no, fedez non deve venirci a insegnare nulla…

Io penso che invece in tanti, troppi non si siano accorti che in Italia qualcosa sta cambiando e accade ogni giorno sotto ai nostri occhi e la politica ancora non l’ha capito. Perchè personaggi come Fedez (o la moglie, che tanto viene sempre tirata in ballo) finalmente decidono di fare qualcosa o, meglio, dire la loro. In un paese in cui sempre questi due in piena pandemia usano i loro smartphone per lanciare una raccolta fondi per costruire ospedali.

In un paese in cui i partiti politici, soprattutto quelli che hanno grandi storie di massa alle spalle, si sono persi per strada. In un paese in cui oggi uno che fa stories da 15 secondi sul suo instagram riesce a scatenare tutto questo per un intervento “politico” sul palco del concertone del 1 maggio… quello stesso palco su cui anni fa ai Modena fu chiesto di non cantare “Bella Ciao”… la politica al concerto del 1 maggio, ma guarda un po’…

Un uomo che di certo non ha bisogno di gloria o fama, ma che sa di essere influente e agisce anche per questo, scatenando una tempesta nella più grande azienda di servizio pubblico che abbiamo. Una vicenda incredibile se paragonata a quanto accaduto la sera prima a Mediaset e mi chiedo perchè Pio e Amedeo non abbiano ricevuto la medesima telefonata per NON esprimere tutta quella sequela di stronzate e di luoghi comune, che loro possono difendere in nome dell’ironia e della libertà di pensiero.

Non sono tra quelli che va in visibilio per un’ora e poi torna a fare altro, io ho scelto di fare politica in un partito ogni giorno della mia vita e non mi sento in alcun modo offesa se un personaggio pubblico finalmente prende un microfono e dice la sua a milioni di persone. Mi sento di ringraziarlo non solo perchè non lo vedo in contrapposizione a quello che faccio ogni giorno, ma anzi rafforza e fa da megafono alle battaglie che spesso con fatica nel e con il mio partito faccio, e che in troppi fuori denigrano solo perchè “le facciamo noi”. E mi piacerebbe che i tanti che stanno oggi col ditino alzato, si aggreghino a chi combatte quotidianamente per una battaglia che considera giusta. Sul lavoro, nel privato e pure, di nuovo finalmente, dal palco del 1 maggio.

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