MOVIDA A ROMA!

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Ci sono questioni che vanno affrontate con molta attenzione e non con superficialità.Ogni anno, di questi tempi, torna alla ribalta delle cronache il fenomeno della movida, o della cosiddetta “malamovida”, termine, quest’ultimo, che non mi piace per niente.Sarò sincera, alcune delle soluzioni proposte, anche da esponenti del mio Partito, non mi convincono affatto. Il fenomeno va analizzato con attenzione perché prima di tutto bisogna conoscere le questioni per poterle affrontare. E poi, cosa non banale, il Partito Democratico si sta candidando per amministrare questa città. Ma torniamo al punto. Veniamo da mesi di pandemia, da una parte ci sono i ragazzi che sono stati chiusi dentro casa per troppo tempo e dall’altra ci sono gli esercenti e ristoratori, le categorie maggiormente colpite dal lockdown. Ho letto la proposta di chiudere i locali alle 24.00. La trovo sbagliata. Non solo non riduce la movida nelle piazze, ma colpisce di nuovo quelle categorie che stanno cercando di risollevarsi dopo mesi di incassi pari a zero, esercenti che hanno tenuto in piedi la baracca solo grazie ai ristori del governo.Per questo penso che la questione debba essere affrontata, certamente, ma tenendo conto della sicurezza e delle esigenze di tutti, residenti, giovani, esercenti e lavoratori. A tutto questo dobbiamo purtroppo aggiungere che l’offerta culturale e sociale che viene dall’attuale amministrazione è davvero povera per le potenzialità che avrebbe Roma. E questo certo non contribuisce a risolvere il problema, anzi. Mi farebbe piacere fare una discussione seria, a partire dal mio Partito, e perchè no, incontrando già nei prossimi giorni operatori, comitati e associazioni, residenti e ragazzi, anche con chi in queste ore ha manifestato un’idea diversa dalla mia. Mi sembra il minimo per trovare una soluzione condivisa e magari definitiva su una questione molto sentita. È con questo spirito che ho sempre cercato di rappresentare le persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale e che incontro quotidianamente. Cercando di tenere in considerazione tutti gli aspetti e provando ad elaborare proposte che contribuiscano al rilancio della nostra città. È questa la politica, del resto. L’ordinanza di ieri mi sembra, e lo dico senza alcun problema, un punto di partenza, perché almeno mette sullo stesso piano tutti, dai locali ai mini market. Ma bisogna individuare le criticità di questo fenomeno e intervenire in maniera puntuale, a partire dall’aumento dei presidi e dai controlli nelle piazze. Credo sia arrivato il momento di farlo tutti insieme.

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