Avevo scelto il silenzio e la riflessione. Ma forse è più utile la verità

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Ho pensato fosse giusto lasciare a Virginia Raggi qualche giorno di tempo per prendere confidenza col suo nuovo ruolo di Sindaca di Roma. Mi sono morsa molte volte la lingua, lo ammetto, ma ho scelto il silenzio. A me non interessa se ha un nuovo fidanzato e se questi è il nuovo capo di gabinetto del Comune di Roma. È gossip di bassa lega, anzi, ritengo la questione del tutto sterile. Mi preme piuttosto riprendere le prime parole della Sindaca: “il cambiamento è appena iniziato”. Lo ripete come un mantra, lo scrive continuamente sui social. Ed è qui che proprio non ce la faccio a trattenermi. Perché per nominare Daniele Frongia, quello che lei (lo staff, il direttorio, chi vi pare…) voleva lì a tutti i costi non si esita ad aggirare attraverso un fantasioso artifizio, la norma Severino, ricordo, per tutti, legge dello Stato. Non potendo dargli poteri di spesa e di firma, si pensa di nominare subito un vice (o lo ha già fatto? Perchè anche su questo la confusione regna sovrana!) Raffaele Marra, ex ufficiale della Guardia di Finanza, ex collaboratore dell’allora Ministro dell’agricoltura Gianni Alemanno, ex collaboratore di Franco Panzironi (non devo ricordare chi è, vero?!). Per non parlare della promessa fatta in campagna elettorale di dare a Roma immediatamente una giunta. Sono passati 10 giorni dal voto e non solo non si conosce la giunta, ma c’è chi, addirittura, da assessore in pectore rilascia dichiarazioni, come per lo stadio della Roma, senza averne titolo ufficiale. Nel frattempo, per dare un po’ di becchime in giro, si inviano lettere alle aziende per avere “stato dell’arte e report periodici (quotidiani?!?) dell’operato”. Ma va? Ma guarda te che cosa innovativa. Le aziende di Roma Capitale devono relazionare alla Sindaca di Roma appena arrivata quello che hanno fatto, lo stato in cui si trovano e i bilanci. Insomma, cambiare tutto, per non cambiare niente. In più, quasi lo dimenticavo, apriamo il Campidoglio ai cittadini con visite guidate. Virginia cara, fatti dire da Fabrizio Panecaldo quante visite guidate sono state fatte in questi anni proprio in quel Campidoglio (già aperto!) che tu vuoi aprire alle scolaresche e ai cittadini. Troppo tardi, già fatto. Bene una donna con la fascia da sindaco di Roma. Meno bene vederla eterodiretta da un direttorio che, al momento, sembra più interessato a spartirsi le poltrone che a cambiare Roma. Avevo scelto il silenzio e la riflessione. Ma forse è più utile la verità.

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