È questo il fiore

Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp

“Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

L’11 febbraio 1917 Antonio Gramsci scriveva queste parole. Oggi, 25 Aprile, nel giornata della Liberazione io rendo omaggio con una rosa rossa a lui, alle sue parole e a quanti hanno scelto di parteggiare, di essere partigiani.

“Chi non vuole chinare la testa, con noi prenda la strada dei monti”, che ogni giorno sia il 25 Aprile.

Buona Festa della Liberazione a tutti noi!

Altri articoli